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Negli ultimi anni l'utilizzo degli aminoacidi ramificati come integratori
dietetici ha conosciuto una capillare
diffusione negli atleti di differente livello
agonistico e praticanti discipline del tutto
diverse. Gli aminoacidi ramificati leucina, isoleucina e valina sono per l'80% i costituenti delle proteine contrattili dei muscolo. Durante l'attività sportiva prolungata i tre aminoacidi vengono demoliti previa trasformazione in alanina per produrre poi glucosio a livello del fegato ed infine energia. Quindi anche le proteine vengono usate come combustibile e giocano un ruolo cruciale nel provvedere a mantenere durante l'esercizio una concentrazione vitale di glucosio e nel ripristinare il glicogeno (glucosio di riserva) durante il recupero post-gara. Valutazioni recenti attribuiscono agli aminoacidi una capacità di fornitura dal 5 al 15% del fabbisogno energetico. Molto è stato scritto da vari ricercatori sugli effetti degli aminoacidi ramificati negli sport di potenza, ma poco negli sport di lunga durata. Recentemente è stata pubblicata sulla rivista scientifica "Medicina dello Sport (Dic. 1991 voi. 4 pag. 325-334) una ricerca condotta dai dott. F. Schena e dott. A. Pattini dell'istituto di Fisiologia umana di Verona e dal dott. F. Guerrini e dott. P. Tregnaghi dell'istituto di Medicina dello Sport di Verona dal titolo "Gli aminoacidi ramificati nello sport di endurance: effetti sulla capacità di prestazione . Alla ricerca hanno partecipato 24 atleti maschi praticanti lo sci di fondo, divisi in due gruppi, ai quali sono state somministrate per 60 giorni 6 buste/die di Friliver (14,4 g./die di aminoacidi ramificati) nella metà dei casi ed una sostanza placebo contenente solo zucchero nell'altra metà. È stato utilizzato il classico disegno sperimentale a doppio cieco per cercare di separare le modificazioni indotte dagli aminoacidi ramificati da quelle causate dal normale allenamento. Nel corso dei 60 giorni d'indagine sono stati effettuati test e prelievi di sangue ed urina in tre occasioni: all'inizio (TO), dopo 30 giorni (T30) e dopo 60 giorni (T60). I test effettuati sono stati i seguenti:
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I risultati di questa ricerca indicano un miglioramento della performance aerobica (consumo di ossigeno, frequenza cardiaca, polso di ossigeno) come pure della prestazione assoluta,dato il maggior tempo di esaurimento riscontrato nel gruppo trattato con aminoacidi ramificati. |
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Per quanto riguarda l'effetto del trattamento sulla forza e potenza degli arti inferiori (fig. 2) si assiste ad un incremento di
prestazione del 7-8% della potenza lattacida. Dall'esame della massa magra si è notato in entrambi i gruppi una tendenza alla perdita di massa muscolare ma nettamente superiore nel gruppo non trattato. È opportuno quindi richiamare l'attenzione sulla protezione che gli atleti trattati con aminoacidi ramificati sembrano avere verso la lenta ma progressiva perdita di tessuto muscolare che si manifesta dopo 60 giorni di allenamento. Tale protezione sembra inoltre essere più evidente negli atleti che sopportano maggiori carichi di lavoro (2-3 ore al giorno). |
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Infine dai prelievi di sangue e di urina è
stata evidenziata la tendenza a produrre una
minor quantità di ammoniaca e urea sotto
trattamento con aminoacidi ramificati (fig.
3). Sempre dallo stesso gruppo di ricercatori è stato valutato
il recupero in atleti trattati con aminoacidi
ramificati dopo una gara impegnativa di corsa di 40 km in salita nei giorni successivi la
gara, confrontandolo con quello degli atleti di controllo. È stato dimostrato che la somministrazione di 15g/die di aminoacidi ramificati determina una minor produzione di ammoniaca ed urea e un più veloce smaltimento nei giorni seguenti ditali sostanze tossiche per il sistema nervoso, rilevando in tal modo un' azione detossicante per l'organismo. Ciò sarebbe in pieno accordo con le sensazioni degli atleti che riferiscono di sopportare maggiori carichi di lavoro. |
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A conclusione di questo studio si può
affermare che la somministrazione di aminoacidi ramificati negli sport di durata determina una migliore risposta allo stimolo
allenante che si evidenzia in tutte le prove
eseguite: in questo senso si può interpretare
sia l'incremento di forza degli arti inferiori, sia l'aumento del tempo di esaurimento nel
test aerobico, sia il minor livello di ammonio
e la minor escrezione di azoto dopo il test. Infine una considerazione sui tempi dell'assunzione giornaliera degli aminoacidi ramificati. Il periodo migliore per assumerli è decisamente durante i primi 40 min. successivi all'allenamento, poiché in tale lasso di tempo permangono elevate le concentrazioni dell'ormone della crescita e del testosterone che favoriscono la trasformazione degli aminoacidi in proteine e quindi in tessuto muscolare. |
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