Sci fondo Gelati e sorbetti

Soprattutto nella stagione calda (ma ormai è divenuto alimento abituale tutto l'anno) il gelato diventa un buon compagno di viaggio nel corso della nostra giornata. E qualche volta non uno solo, ma anche di più. Ma per coloro che fanno sport, specie se corse di lunga lena, qual è il responso del dietologo? Si può prendere o no? Oggi il dietologo è dell'opinione che il gelato, in quanto alimento, in quanto latore di sostanze utili al nostro organismo, può essere ingerito tranquillamente, anche se una distinzione va fatta subito per distinguere quelli che comunemente vengono chiamati gelati nelle categorie di sorbetti e di gelati veri e propri. E proprio i primi sembrano i più antichi e qualcuno li fa risalire addirittura all'imperatore romano Nerone, il quale, si dice,  faceva portare dai suoi schiavi a Roma la neve dalle montagne, addolcendola poi con miele e frutta. Infatti i sorbetti sono preparati con acqua, zucchero e frutta, quest'ultima sotto forma di polpa ridotta in purea, succo o sciroppo. 
L'invenzione del gelato, composto da latte o suoi derivati (latte in polvere, panna, burro), sostanze dolcificanti (zucchero, destrosio), uova (in polvere, fresche, congelate), stabilizzatori (gelatina, gomma adragante), sostanze aromatizzanti (vaniglia, cioccolato, frutta) naturali o artificiali e coloranti (zucchero bruciato e altri coloranti ammessi per gli alimentari), risale al secolo XVI.  I gelati di crema senza uova (ice cream) furono inventati dallo statunitense Jacob Fussel e messi in vendita per la prima volta nel 1777 e prodotti su scala industriale nel 1851. Vengono ottenuti congelando miscele di panna, o latte o suoi derivati, zucchero, sostanze aromatizzanti con agenti stabilizzatori in sostituzione dell'uovo. Dato l'elevato contenuto di crema e latte (circa l'80%), proteine, calcio e vitamina A, tale gelato può essere considerato latte ad alta concentrazione nutritiva.
Il gelato su scala industriale viene prodotto partendo dalla miscela, formata da vari ingredienti, eccetto frutta ed aromi, sottoposta a pastorizzazione, che ha lo scopo di uccidere i germi patogeni eventualmente presenti nel latte. La pastorizzazione consiste in un riscaldamento a 65-70 °C per circa mezz'ora in un serbatoio di metallo, dopo di che viene sottoposta all'omogeneizzazione, con la quale si dà una consistenza uniforme, mediante pressione attraverso una piccola apertura. L'emulsione, così ottenuta, viene raffreddata ad una temperatura di circa 20 C, mediante serpentine contenenti la miscela refrigerante e passata, poi, al congelamento, che è l'operazione definitiva. Durante quest'operazione si aggiungono le sostanze aromatiche e nell'agitazione si incorpora aria che rende il prodotto soffice e leggero. La miscela congelata così ottenuta viene posta in recipienti, barattoli, bicchierini di cartone ed altre confezioni e conservati in celle di indurimento, nelle quali restano per più ore a temperature tra i - 200 ed i - 300 C, prima della distribuzione a mezzo di autocarri frigoriferi ai rivenditori. Ovviamente per produzioni su scala più ridotta si usano recipienti più piccoli, la miscela frigorifera è costituita da ghiaccio e sale o ghiaccio secco.
Quali sono i benefici del gelato e le sue controindicazioni? Essendo un alimento con una notevole quantità di proteine, acqua, vitamine e sali minerali, come calcio e fosforo, il gelato ha in sé componenti utili al nostro organismo. Va da sé che per coloro che si dedicano all'attività sportiva e soprattutto per i corridori di lunga lena la scelta del gelato è molto importante, anche ai fini di un aumento di peso è probabile e possibile laddove vi è molto zucchero, panna, uova; tanto che molti dietologi consigliano a chi, avendo la gelatiera si fa il gelato in casa, di non usare il saccarosio (che è zucchero comune) ma il fruttosio che, per il fatto che a temperature basse ha un maggiore potere dolcificante, può essere impiegato in quantità minori e non provoca, inoltre, l'innalzamento dell'insulina, ormone che, come noto, viene secreto dal pancreas e che favorisce l'accumulo di altro grasso nel corpo. A dire il vero, più del gelato a chi corre è consigliabile il sorbetto, perché preparato con acqua, zucchero e frutta, come abbiamo visto e quindi con un potere calorico nettamente inferiore a quello dei gelati. Infatti per i sorbetti (detto anche gelato magro) il potere calorico è di 100-150 calorie per ogni 100 grammi, mentre il gelato (detto gelato grasso) per 100 grammi offre 220-250 calorie e anche di più se contiene mandorle tritate, uvette, pezzetti di cioccolato. Le controindicazioni non esistono per chi gode di ottima salute. Invece per chi soffre di gastrite o di ulcera il gelato deve essere sciolto in bocca; per chi non tollera il latte per l'incapacità di scindere il lattosio in esso contenuto, provocando dolori addominali e diarrea, è consigliabile scegliere gelati non a base di latte. E' importante ingerire il gelato subito dopo il pasto o lontano da questo.
I dietologi sono del parere del parere che il gelato faccia bene anche a chi corre e molto. Soltanto che, come moltissimi altri alimenti, è necessario sapere scegliere il momento più opportuno e soprattutto, quando la sete è insopportabile, non gettarsi a capofitto in un bicchierone di gelato, magari con panna, cioccolato, uvette e mandorle tritate. Del resto è lo stesso consumo a dar man forte a chi sostiene che il gelato è un alimento insopprimibile. L'Italia ha un consumo annuo a testa di circa 8 litri (fra gelati e sorbetti), molto inferiore a quelli degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che ne consumano quattro volte più di noi. Persino l'Unione Sovietica ne consuma più di noi; circa tre volte per ogni abitante, ossia circa 25 litri.
Dunque, il gelato può essere gustato senza apprensioni, nelle sue varie forme, come pezzi duri, semiduri e cassate o gelati sfusi o in contenitori, purché non se ne abusi, come del resto deve avvenire per qualsiasi altro alimento.

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Cattaneo Fabrizio & Bonazzi Giovanni
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