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Lo scopo principale dell'allenamento in altitudine nel periodo estivo è lo sviluppo della
prestazione, con particolare riferimento alla tecnica dello sci. Al centro di questo allenamento vi devono essere lo sviluppo della resistenza di base e la resistenza alla forza/velocità: occorre però accertarsi che tutti i mezzi di allenamento applicati siano volti in direzione di "shock aerobico" .
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Il lavoro lattacido va svolto su brevi distanze, con velocità pari o superiori al ritmo di gara
e con pause di recupero più lunghe di quelle effettuate a bassa quota.
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Vanno evitati picchi di carico ed elevati sforzi lattacidi. A conclusione del soggiorno in
quota vanno pianificati uno o due giorni di lavoro aerobico blando.
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Bisogna evitare di mescolare l'allenamento per la potenza aerobica con l'allenamento
lattacido, in quanto si generano due effetti opposti e a discapito dell'adattamento. Dopo
carichi intensivi vanno continuamente introdotti allenamenti blandi di capacità aerobica.
Nelle fasi di acclimatazione non si devono applicare carichi di lavoro elevati.
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Vanno condotti controlli quotidiani dell'allenamento in ordine a: peso corporeo, frequenza cardiaca a riposo e al mattino; controllo dell'intensità dell'allenamento tramite
cardiofrequenzimetro; valutazione soggettiva dell'atleta.
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Dopo sette/dieci giorni dal ritorno dall'altitudine si possono valutare gli effetti positivi.
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La preparazione di una gara importante non dovrebbe mai essere preceduta da un allenamento in altitudine svolto per la prima volta.
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In altitudine è importante la quota di carboidrati nella dieta quotidiana: essa deve essere
pari al sessanta/sessantacinque per cento dell'insieme delle calorie. In ipossia l'organismo richiede da solo più carboidrati perché deve mantenere basso il fabbisogno di ossigeno. Un'alimentazione razionale con un apporto adeguato di fluidi sono condizioni essenziali per un fruttuoso allenamento in alta quota.