La cronobiologia è la scienza che studia i ritmi del corpo, cioè quei fenomeni biologici che oscillano
periodicamente nel tempo. Molte funzioni biologiche mostrano oscillazioni periodiche circadiane
(il termine circadiano deriva dal greco circa dies, circa un giorno). Le variazioni circadiane di alcune funzioni,
quali la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, la pressione arteriosa,
possono avere un impatto considerevole sulle prestazioni sportive.
Le caratteristiche cronobiologiche dell’individuo sono dovute in parte al patrimonio genetico e in parte all’influenza
dei fattori ambientali, tra i quali l’alternanza luce buio, la temperatura, il tipo di alimentazione e gli orari dei pasti, le attività sociali, culturali,
fisiche.
I ritmi più importanti che influenzano la prestazione sportiva sono il ciclo veglia-sonno e la curva
circadiana della temperatura corporea. Se l’organismo non segue in modo abituale il ritmo circadiano determinato dall’alternanza luce buio, quello
più legato all’alternanza attività sportiva-riposo (recupero), la prestazione sportiva può risentirne. Numerose ricerche hanno evidenziato che
esistono ore migliori nelle quali svolgere l’allenamento o la prestazione
sportiva.
Le prestazioni sportive sono la sintesi di diversi fattori: fisiologici, psichici, tattici, tecnici. Molti di essi
hanno una ritmicità circadiana. Conoscere i momenti in cui questi diversi fattori sono al loro apice permette di ottimizzare il rendimento dell’allenamento
e ne influisce sull’organizzazione.
Quali le conseguenze?
In linea generale bisogna cercare di ‘‘sfruttare” il momento della giornata più favorevole,
quello in cui temperatura corporea, capacità ventilatorie, capacità muscolari presentano i loro “picchi ottimali”. Le ore in cui l’organismo è in
grado di offrire le prestazioni migliori sono quelle del tardo pomeriggio.
E importante dunque nella programmazione e nella scelta dei mezzi di allenamento, accentuare o meno
aspetti tecnici coordinativi, condizionali anche in relazione alla
variabilità delle funzioni biologiche.
A che ora?
Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato una maggior capacità aerobica (6-8%), un’aumentata capacità
di salto verticale (+ 3%), un’aumentata capacità del massimo consumo d’ossigeno (+ 3,5%), della forza isometrica ( + 7-10%) nel tardo pomeriggio.
Altri studi hanno dimostrato in miglioramento delle prestazioni di canottieri che si sono allenati regolarmente dopo le diciassette. Le migliori prestazioni
nel mezzofondo e fondo sono state ottenute sempre nel tardo pomeriggio.
Nel nuoto gli atleti svolgono due allenamenti giornalieri. In quello serale gli atleti hanno evidenziato
un’efficienza maggiore: quindi nella collocazione dei contenuti di allenamento, quelli ritenuti di maggiore specificità e difficoltà vanno
collocati nella seduta pomeridiano - serale.
La temperatura corporea è stata ampiamente indagata per la sua correlazione con i più importanti parametri
fisiologici e metabolici: influenza direttamente il metabolismo e la produzione di energia tramite innalzamento o abbassamento della velocità delle reazioni enzimatiche.
La temperatura corporea influenza inoltre la velocità di conduzione
dell’impulso nervoso e il tempo di reazione motoria.
Anche sotto sforzo la temperatura corporea conserva il suo aspetto circadiano. Il ritmo della temperatura corporea
si trova in “fase con il ritmo della frequenza cardiaca, del VO2max, con l’attività muscolare esplosiva: ha quindi una forte correlazione
con le oscillazioni circadiane della prestazione sportiva.
Le capacità ventilatorie sia nelle fasi di esercizio intenso sia in quelle di recupero sono massime nel
tardo pomeriggio. Altri studi hanno dimostrato che i velocisti raggiungono il
loro picco di potenza intorno alle diciannove.
Nelle attività sportive dove predominano le componenti psicomotorie, cognitive, tecniche, le variazioni
saranno tanto più importanti quanto più complessi saranno i compiti da realizzare. Tempo di reazione, destrezza, coordinazione oculo manuale sono
al loro picco ottimale nel tardo pomeriggio inizio di serata.
Pur essendo un fenomeno universale, le oscillazioni ritmiche delle funzioni biologiche hanno una
variabilità individuale. Uno studio ravvicinato e individualizzato delle reazioni degli atleti consentirà di precisare ancor meglio gli orari, il
momento in cui si ottimizzano i fattori determinanti le prestazioni sportive.