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L'inizio dell'utilizzazione dell'elettricità quale ausilio curativo da parte dell'uomo è molto antica. Essa veniva ricavata sfruttando fenomeni naturali, per esempio a mezzo dell'utilizzo di particolari pesci o minerali che emettevano scariche elettriche. Questi venivano utilizzati per "curare" diverse malattie come : mal di testa, nausee, asma, infiammazioni e, addirittura, emorragie. Con il passare del tempo si entra in quella che potremmo definire era scientifica, i cui principali pionieri possono essere considerati:
Da qui ai giorni nostri sono tanti i lavori scientifici pubblicati sulla materia. A questi non è però corrisposto un effettivo incremento dei benefici per il paziente, in quella che viene definita la stimolazione funzionale. Parecchi lavori pubblicati sono rimasti per tanto tempo fenomeni isolati, e non, come si sarebbe dovuto, tappe collegate di un unico conoscere la materia specifica. Le correnti faradiche ne sono una eloquente dimostrazione, infatti oggigiorno, sono ancora correntemente utilizzate in molti centri italiani nonostante siano nate nel 1831 e parecchi lavori successivi a quello di Faraday indichino vie più sicure ed efficaci. L'unico settore che ne ha veramente beneficiato è stato quello della stimolazione cardiaca, con i famosi Pace Maker, dopo il basilare lavoro di Zoll nel 1952, che dimostrava come una stimolazione elettrica potesse mantenere i battiti del cuore umano. Negli ultimi trent'anni il mercato delle apparecchiature terapeutiche si è evoluto discutendo solo sulla forma dell'onda elettrica, attribuendo, completamente a torto, le capacità terapeutiche in modo direttamente proporzionale alla fantasia geometrica dell'impulso. Non si sono tenute, invece, nella debita considerazione le due leggi fondamentali dell'elettrostimolazione:
Queste dimostrano, in maniera matematica, che il risultato di una stimolazione è legato alla quantità di corrente che passa nell'unità di tempo. In ambito sportivo, l'elettrostimolazione viene introdotta, con discreti successi, da M. Kotz nel 1970, con l'utilizzo di correnti di tipo sinusoidale. Esse infatti sono state le "bisnonne" delle correnti che si ottengono attualmente da un generatore di corrente costante, e sono state quelle che più si sono avvicinate alla corrente ideale di stimolazione, nonostante fossero prodotte da normali generatori di tensione. Niente a che vedere comunque con quanto è ottenibile oggi con i moderni elettrostimolatori.
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Cattaneo Fabrizio
& Bonazzi Giovanni |