Diamoci una scossa

 

Tutti hanno avuto modo di osservare che, nonostante l'elevato numero di infortuni occorsi ad atleti di alto livello, la maggior parte di essi è sempre riuscita a recuperare in un tempo che ai più è sembrato essere straordinario. 

Tempi impensabili, se non si avesse la possibilità di utilizzare la stimolazione elettrica quale supporto di base dell'intervento riabilitativo più globale. Basta osservare, ad esempio, che 20 minuti di stimolazione, fatti con un'apparecchiatura che ne rispetta le due leggi fondamentali (i generatori di corrente costante), danno un incremento alle capacità muscolari che corrisponde a quello che si avrebbe con 1500 ripetizioni naturali, sotto sforzo massimale. Questo senza creare i tipici problemi da sovraccarico delle articolazioni e permettendo di lavorare, già da subito, quando nessun mezzo di lavoro naturale è utilizzabile.

In diversi centri ospedalieri europei l'elettrostimolazione prodotta da generatori di corrente costante è oramai routine, e viene applicata già dal giorno dell'intervento chirurgico. Gli ottimi risultati evidenziati dalla casistica dimostrano l'efficacia di tale metodo sia sulla forza, che sui volumi muscolari, e contemporaneamente escludono eventuali danni al paziente. Altri protocolli confermano la validità della stimolazione antalgica (contro il dolore) o di quella decontratturante.

Vista la validità dell'elettrostimolatore, quale strumento di riabilitazione o come di completamento all'esercizio fisico e di recupero dopo una prestazione atletica, è da prendere in seria considerazione un suo utilizzo.

I risultati di un'elettrostimolazione sono però spesso falsati semplicemente perché si sta utilizzando un'apparecchiatura non giusta, oppure perché si sta utilizzando un'apparecchiatura giusta ma con dei programmi non idonei a ottenere il risultato che ci prefiggiamo, o la stessa, programmi giusti, ma con la posizione degli elettrodi sbagliata!

Dobbiamo, infatti, distinguere quale differenza c'è tra il "far muovere un muscolo" e ottenere invece una "contrazione fisiologica" . Nel primo caso si riproducono effetti paragonabili ad un semplice massaggio, che sicuramente non potrà sortire benefici sulla forza o sulla resistenza della fibra muscolare. Effetto ottenibile con infiniti tipi di corrente. Nel secondo, invece, si riuscirà a riprodurre il meccanismo allenante della fibra, con tutti i benefici annessi.

Per ottenere questo risultato la scelta del tipo di apparecchiatura diventa fondamentale.


Cattaneo Fabrizio & Bonazzi Giovanni 
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