Alterazione stato di allenamento

 

La rapidità con cui l'organismo fa fronte alla fatica con la compensazione è in rapporto con l'entità e l'intensità del carico. Naturalmente il carico di lavoro deve essere adattato alle capacità di prestazione e di sopportabilità del soggetto.

Un periodo di tempo compreso tra le 24 e le 48 ore è di solito sufficiente per ottenere il valore di riposo iniziale.

Ogni organismo ha un limite di sopportabilità al carico che è opportuno conoscere; quando si esige un eccessivo lavoro l'atleta subisce un'alterazione del suo stato di allenamento e una progressiva diminuzione della capacità di prestazione. Questa caduta di capacità non si arresta e non regredisce se prima non si evidenziano e non si eliminano le cause.

Questa alterazione viene generalmente definita con termine di "superallenamento" o pił propriamente "sovraffaticamento". Nella maggior parte dei casi, le cause che portano ad uno stato di sovraffaticamento devono essere ricercate in errori di metodica di allenamento:

  • numero di competizioni eccessive e troppo ravvicinate;
  • tenore di vita irregolare;
  • esagerate tensioni familiari, di studio, di lavoro;
  • alterazione dello stato di salute;
  • errori nella pianificazione dell'allenamento dovuti, nella maggioranza dei casi, ai seguenti motivi:
    • un recupero trascurato;
    • un'elevazione troppo rapida degli impegni (impossibilità di stabilizzare gli adattamenti);
    • un'esagerata elevazione del carico dopo pause dovute a infortuni o malattie;
    • errori nel calcolare la densità degli stimoli;
    • obiettivi troppo elevati e non rapportati alla capacità individuale di prestazione.

A questi fattori possono essere aggiunte altre cause di origine psicologica:

  • uniformità dei metodi di allenamento (monotonia);
  • personalità troppo forte e protettiva dell'allenatore e/o dei genitori che s'interessano in modo eccessivo dell'atleta.
  •  
Non è facile individuare con sicurezza l'inizio di uno stato di superaffaticamento, né percepirne i sintomi che possono essere soggettivi e oggettivi

 

Sintomi soggettivi

Sintomi oggettivi

  • senso generale di stanchezza;
  • perdita dell'entusiasmo iniziale;
  • frequenti mal di testa;
  • difficoltà di prendere sonno;
  • sonno poco prolungato;
  • perdita dell'appetito;
  • facile irritabilità.
  • abbassamento della prestazione;
  • perdita di peso;
  • necessità di aumentare i periodi di recupero;
  • aumento della frequenza cardiaca abituale a riposo e sotto sforzo;
  • abbassamento della capacità vitale;
  • fragilità che si manifesta con tendiniti e periostiti.
 


Cattaneo Fabrizio & Bonazzi Giovanni 
Copyright © 2001 Tutti i diritti riservati.