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Nella chiarificazione del concetto di supercompensazione si è visto che gli adattamenti dell'organismo si verificano nella fase di recupero. Opportuni recuperi debbono essere inseriti non solo tra un carico e l'altro: anche nell'ambito di un periodo di tempo maggiore (settimana, mese) si dovranno alternare allenamenti stimolanti ad allenamenti rigenerativi. Quest'ultimo procedimento provoca un maggior adattamento e obbliga l'organismo a formare nuovi processi di regolazione, poiché utilizza un logico periodo di tempo per consolidare i nuovi adattamenti.
Dobbiamo però controllare che dopo rapidi aumenti di carico non si verifichino instabilità di prestazione e infortuni; se ciò si avverasse starebbe a indicare che il carico è stato elevato troppo rapidamente. Resta comunque valida la tesi secondo la quale la stabilità degli adattamenti è direttamente dipendente dalla frequenza e dalla rapidità di elevazione del carico di lavoro. Con allenamenti giornalieri ma irrazionalmente crescenti, incrementa notevolmente e velocemente le capacità prestative, ma queste, in seguito alle pause, regrediscono altrettanto velocemente. Tale affermazione giustifica ciò che comunemente si sostiene: l'elevazione dei carichi d'allenamento deve essere progressiva ma mai esagerata; in caso contrario la successiva stabilizzazione delle condizioni di gara risulterà difficile da mantenersi su livelli ottimali e tali condizioni rischiano delle oscillazioni negative anche rilevanti.Per questi motivi si suggerisce un'elevazione graduale, ma contenuta, degli stimoli d'allenamento con opportuni periodi di "scarico" , utilizzando il necessario tempo d'incremento e dilatando razionalmente l'ascesa delle capacità globali di prestazione.
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Cattaneo Fabrizio
& Bonazzi Giovanni |