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È caratterizzato dai km percorsi, dalle ore, dai kg sollevati, dal numero delle ripetizioni ecc, ecc. e costituisce l'insieme degli stimoli capaci di indurre l'organismo umano a reagire e quindi ad adattarsi ad essi. Nel momento che gli stimoli vengono a cessare, gli stessi adattamenti scadono fino a scomparire del tutto. La dinamica di questa regressione è diversa a seconda delle qualità e capacità fisiche considerate, così come è diverso lo sviluppo delle stesse. Per ogni qualità o capacità considerata, risulta esserci uno stretto collegamento tra tempo necessario per l'acquisizione di rendimenti più elevati e rispettiva regressione ai livelli iniziali. In altre parole, quella qualità che per migliorare il proprio livello abbisogna di una grossa quantità di stimoli ha una maggiore stabilità nel tempo, rispetto ad altra che per migliorare necessita di una quantità inferiore di lavoro. Se il livello degli stimoli (allenamento) è mantenuto entro limiti di necessità contenuta, dopo aver indotto i primi necessari adattamenti, non è più sufficiente a far progredire ulteriormente in senso positivo le risposte. Anzi, nel momento che i primi si ripetono costanti nel tempo, assistiamo prima ad un miglioramento dei risultati, poi ad un ristagnare degli stessi ed infine ad un loro inesorabile regresso entro certi limiti. Se il livello degli stimoli (allenamento) raggiunge costantemente valori medio-alti di intensità, l'organismo non ha il tempo di smaltire gli effetti degli sforzi a cui lo sottoponiamo, per cui produciamo un continuo stato di affaticamento, con le sue conseguenze. Da quanto sopra riportato risulta più facile intuire come il carico debba essere caratterizzato dalla continuità dell' allenamento (eventuali interruzioni protratte nel tempo portano allo scadimento degli adattamenti), dalla progressione (l'entità del lavoro deve essere proporzionale alla crescita ed al miglioramento della condizione dell'atleta) ed infine dalla multilateralità (l'allenamento deve essere caratterizzato dal maggiore numero dei "mezzi" senza perdere di vista gli obiettivi prefissati). Quest'ultimo aspetto assume notevole importanza nei giovanissimi poiché permette di fornire maggiori stimolazioni e maggiori interessi a chi per ragioni naturali ha una volontà più labile ed attenzioni ed attrattive diverse.
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Cattaneo Fabrizio
& Bonazzi Giovanni |