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Periodo di preparazione di baseDurante questo periodo si attua specificamente il lavoro che ha funzione di supporto per le fasi successive, dato che la preparazione nel suo insieme avviene anche negli altri periodi. Il periodo di base (nel suo insieme) deve protrarsi per un tempo utile a consentire il raggiungimento degli indici di stato di allenamento almeno pari a quelli raggiunti durante il ciclo annuale precedente. Il periodo di preparazione viene, di norma, suddiviso in due tappe. Prima tappa o periodo di costruzioneLa prima tappa ha una estensione nel tempo maggiore della seconda, in modo da permettere la costruzione di una entità di carico sempre crescente e favorire in aumento generale delle possibilità funzionali dell'organismo dell'atleta. Più l'importanza data a questa tappa è grande, maggiori saranno le probabilità di attuare la realizzazione dì massime prestazioni. Rispetto alle tappe seguenti del ciclo periodico in questa tappa la quantità del carico è più elevata e l'intensità media del carico invece più bassa. Inoltre, se in questo periodo faremo registrare un insufficiente incremento quantitativo, riscontreremo questo errore più avanti e sarà evidenziato da insufficiente incremento di prestazione e da una scarsa stabilità dello stato di allenamento. Sulla caratteristica dell'incremento degli sforzi, specie in questo periodo, vengono di regola opposte due tesi. Alcuni sostengono la tesi degli sforzi linearmente graduati (figura 1), altri propendono per la tesi secondo la quale l'aumento dell'entità deve avvenire a intervalli più lunghi ma con incrementi più marcati, è chiamata anche tesi della gradualità sbalzi (figura 2).
Fig 1: Schema di incremento settimanale del volume di allenamento per lo sviluppo della resistenza aerobica, secondo la scuola finlandese
Fig 2: Schema di incremento del volume di allenamento con gradualità a sbalzi
Il carattere della dinamica degli sforzi che dà origine alle due tesi è in massima parte condizionato dalla specializzazione sportiva. Di solito i tecnici delle attività sportive con prevalenti caratteristiche aerobiche sostengono la tesi degli sforzi graduati. Quelli delle attività che richiedono accelerazione potenza preferiscono un lavoro progressivo a sbalzi. È raccomandabile, in ogni caso, assumere una dinamica degli sforzi che non sia esageratamente lenta ma neppure troppo forzata. In questa prima tappa devono essere prevalentemente utilizzate le esercitazioni a carattere generale, ma che abbiano una certa affinità con le richieste essenziali della specialità sportiva praticata. Dovrà essere per esempio allenata la resistenza aerobica negli sciatori di fondo, nei corridori di mezzofondo e fondo, negli sport di squadra come il calcio, il rugby, la pallacanestro; mentre nei saltatori e nei lanciatori si ricercherà lo sviluppo della forza massimale prima e della potenza poi. Inoltre si utilizzeranno metodiche di lavoro che permettano di realizzare il regime degli sforzi e dei recuperi simili a quelli richiesti, soprattutto, dal carattere specifico delle competizioni (interval training e circuit training, per esempio). Seconda tappa o periodo preagonisticoSi è già accennato che non è possibile determinare esattamente i tempi di applicazione dei vari periodi, poiché questi si susseguono e si inseriscono con una certa gradualità. Si può però affermare che questa tappa, inserendosi direttamente nel periodo di gara, prevede una graduale specificità delle metodiche allenanti. L'entità delle esercitazioni a sviluppo generale si riduce e aumenta in proporzione il lavoro specifico. Nel contempo diminuisce l'entità globale dell'allenamento mentre sale in nodo più rapido l'intensità del carico. Può essere previsto, in questo periodo, l'inserimento di alcune competizioni, ma in nodo che non alterino la normale progressione della pianificazione. La partecipazione a queste gare ha essenzialmente un carattere di controllo e la loro importanza è subordinata agli scopi previsti dal periodo.
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Cattaneo Fabrizio
& Bonazzi Giovanni |