Discesa


pedroterzo
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Messaggioda pedroterzo » 10 feb 2012, 10:56

Visto che come limar secondi in piano ed in salita alla fine si sa come fare (tanta tanta fatica..) apro una discussione sui trucchi ed accorgimenti per andar più forte in discesa.
Inizio io con qualche spunto:
- Binari appena possibile. Appena la velocità è elevata entrar nei binari. Il parallelismo che dà agli sci è il massimo ottenibile (ci credo, son tracciati così..) e non vi possono essere azioni frenanti degli sci (spazzanevi più o meno involontari)
- Reattivi sugli sci. Nelle curve mai essere con il peso su entrambi gli sci perchè vuol dire due cose: o spazzaneve (orrore!!!) o intraversarsi (giammai!!!). Trasferirlo sempre da uno sci all'altro; più la curva è secca e l'azione centrifuga accentuate più si deve avere la sensazione si saltare da uno sci all'altro nell'azione di 'rimonta' della curva. Subire la curva significa arrivarci rigidi e l'unico modo che abbiamo per star dentro è lo spazzaneve od il traverso (orrore e giammai come detto prima).
- Attivi sulle gobbe. Negli avvallamenti carichiamo i quadricipidi per poi scaricarli. Un avvallamento con successiva gobba se si fa l'azione di carico con il successivo scarico si superano accelerando. subirli significa rallentare.
- Posizione. L'aria frena, si sa. offrire meno superficie di attrito. Peso centrale, piuttosto in avanti, mai arretrato. In posizione nei binari significa andar veloce e soprattutto prezioso riposo.
- Uscire dalla traccia appena la velocità cala. Occhio a come si fa e quando si fa. Spesso si rischia di uscire dai binari temendo un rallentamento e si rallenta ancor di più. Mantener la posizione, prime due/quattro spinte fatte da 'cattivi', in posizione, solo con le gambe. Guai terminare 'molli' la discesa. la velocità acquistata è un dono che ci ha fatto la gravità, sprecarla in un paio di passi è peccato mortale.
-Imparare a pattinare in posizione. Se della velocità regalata dalla gravità del punto sopra ne è rimasta ancora un po', beh, sfruttiamola. Pratica. Pratica. Pratica.
-Gli scollinamenti. Qui forse non rientra prettamente nell'ambito esclusivo della discesa ma è forse la parte più importante. L'errore dei principianti (io sono il primissimo) è arrivare al gancio, completamente impiccati, al culmine della salita. A quel punto la discesa la si 'aspetta' in modo del tutto passivo. si attende che da velocità prossima allo 0 la discesa faccia il suo mestiere e ci faccia accelerare. errore mortale. Quello è il punto chiave. Conviene piuttosto far la salita con una certa riserva ed al culmine 'sparare' un fuori tutto di 5, dico 5, secondi. Quella decina di metri che precede la discesa se fatta con intensità, oltre ad evitare il rallentamento (se non fermata) permette una maggior velocità nella discesa.
Esempio due atleti vanno a pari passo sulla salita. Uno è al gancio, l'altro ne ha ancora un po'. Quello al gancio arriva in cima e si pianta letteralmente, due passi stanchi e si mette a uovo sperando che la gravità faccia il suo mestiere quanto prima. Quello che ne ha ancora un po' in cima fa due doppi cattivi cattivi e si butta giù. Misuriamo in fondo alla discesa. Bene, hanno almeno 10" di distacco, solo per questo dettaglio. Garantito, provato, misurato. Accorgimento: In allenamento provare a far le salite con una certa riserva riservando un bel fuori tutto agli scollinamenti. Serve per capire di che parlo.
Tutto quello che ho imparato sull'argomento (assolutamente senza la certezza che sia corretto, anzi) è questo, ora attendo i vostri tips and tricks per alzare la lancetta del contachilometri...


********
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Visto che come limar secondi in piano ed in salita alla fine si sa come fare (tanta tanta fatica..) apro una discussione sui trucchi ed accorgimenti per andar più forte in discesa.
Inizio io con qualche spunto:
- Binari appena possibile. Appena la velocità è elevata entrar nei binari. Il parallelismo che dà agli sci è il massimo ottenibile (ci credo, son tracciati così..) e non vi possono essere azioni frenanti degli sci (spazzanevi più o meno involontari)
- Reattivi sugli sci. Nelle curve mai essere con il peso su entrambi gli sci perchè vuol dire due cose: o spazzaneve (orrore!!!) o intraversarsi (giammai!!!). Trasferirlo sempre da uno sci all'altro; più la curva è secca e l'azione centrifuga accentuate più si deve avere la sensazione si saltare da uno sci all'altro nell'azione di 'rimonta' della curva. Subire la curva significa arrivarci rigidi e l'unico modo che abbiamo per star dentro è lo spazzaneve od il traverso (orrore e giammai come detto prima).
- Attivi sulle gobbe. Negli avvallamenti carichiamo i quadricipidi per poi scaricarli. Un avvallamento con successiva gobba se si fa l'azione di carico con il successivo scarico si superano accelerando. subirli significa rallentare.
- Posizione. L'aria frena, si sa. offrire meno superficie di attrito. Peso centrale, piuttosto in avanti, mai arretrato. In posizione nei binari significa andar veloce e soprattutto prezioso riposo.
- Uscire dalla traccia appena la velocità cala. Occhio a come si fa e quando si fa. Spesso si rischia di uscire dai binari temendo un rallentamento e si rallenta ancor di più. Mantener la posizione, prime due/quattro spinte fatte da 'cattivi', in posizione, solo con le gambe. Guai terminare 'molli' la discesa. la velocità acquistata è un dono che ci ha fatto la gravità, sprecarla in un paio di passi è peccato mortale.
-Imparare a pattinare in posizione. Se della velocità regalata dalla gravità del punto sopra ne è rimasta ancora un po', beh, sfruttiamola. Pratica. Pratica. Pratica.
-Gli scollinamenti. Qui forse non rientra prettamente nell'ambito esclusivo della discesa ma è forse la parte più importante. L'errore dei principianti (io sono il primissimo) è arrivare al gancio, completamente impiccati, al culmine della salita. A quel punto la discesa la si 'aspetta' in modo del tutto passivo. si attende che da velocità prossima allo 0 la discesa faccia il suo mestiere e ci faccia accelerare. errore mortale. Quello è il punto chiave. Conviene piuttosto far la salita con una certa riserva ed al culmine 'sparare' un fuori tutto di 5, dico 5, secondi. Quella decina di metri che precede la discesa se fatta con intensità, oltre ad evitare il rallentamento (se non fermata) permette una maggior velocità nella discesa.
Esempio due atleti vanno a pari passo sulla salita. Uno è al gancio, l'altro ne ha ancora un po'. Quello al gancio arriva in cima e si pianta letteralmente, due passi stanchi e si mette a uovo sperando che la gravità faccia il suo mestiere quanto prima. Quello che ne ha ancora un po' in cima fa due doppi cattivi cattivi e si butta giù. Misuriamo in fondo alla discesa. Bene, hanno almeno 10" di distacco, solo per questo dettaglio. Garantito, provato, misurato. Accorgimento: In allenamento provare a far le salite con una certa riserva riservando un bel fuori tutto agli scollinamenti. Serve per capire di che parlo.
Tutto quello che ho imparato sull'argomento (assolutamente senza la certezza che sia corretto, anzi) è questo, ora attendo i vostri tips and tricks per alzare la lancetta del contachilometri...


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... meno male che sei un semi principiante!
Io in realtà faccio qualcono di quelli che tu chiami "orrori".

Adesso cercherò di applicare qualche tuo suggerimento.

<b>PEDROTERZO</b>
<i>"Pedro Terzo Garcia aveva vissuto schivando i tranelli della vita abitudinaria, libero e povero come un trovatore errante (..)
permettendosi il lusso della tenerezza, del candore, dello sperpero e della siesta.." (Is. Allende)</i>

max71
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Messaggioda max71 » 10 feb 2012, 11:35

albyerto, sei mitico! Ho letto con molto interesse i tuoi post e mi piace molto l'atteggiamento non passivo ma da sperimentatore... chissa' che non inventi un nuovo passo, quando ho cominciato a sciare il pattinato serviva solo "come emergenza nel caso non ci siano i binari", poi si e' scoperto quanto fosse redditizio.
Sono d'accordo con tutti i tuoi consigli (anche se non riesco quasi mai a metterli in pratica, specie nelle gare lunghe), in particolare su quello di avere una certa riserva alla fine della salita. Infatti mi e' stato consigliato (da fonte autorevole) un allenamento a ritmi alterni in cui alla fine della salita devo darci di doppio fino alla discesa, credo proprio per inculcarmi l'atteggiamento che dici tu... ieri ho provato ma ce l'ho fatta solo una volta...

albyerto
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 11:52

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... meno male che sei un semi principiante!
Io in realtà faccio qualcono di quelli che tu chiami "orrori".

Adesso cercherò di applicare qualche tuo suggerimento.

<b>PEDROTERZO</b>
<i>"Pedro Terzo Garcia aveva vissuto schivando i tranelli della vita abitudinaria, libero e povero come un trovatore errante (..)
permettendosi il lusso della tenerezza, del candore, dello sperpero e della siesta.." (Is. Allende)</i>
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Sottinteso che quando parlo di 'orrori' son piuttosto ironico. Ho solo scritto quello che presumo serva per andare dal punto A (in cima alla salita) al punto B (in fondo) nel più breve tempo possibile.
So dove sta il bene (o almeno presumo di sapere dove stia), ma sono lontano lontano dall'arrivare a perseguirlo...
Il mio era un discorso generale, per conoscere cosa è male e cosa invece è bene..

oldani75
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Messaggioda oldani75 » 10 feb 2012, 12:14

Un mio amico mi ha anche consigliato, per migliorare in discesa, di non fermarsi mai alla fine della salita in allenamneto. E' vero si arriva stanchi, ma proprio l'abitudine ad affrontare "in stanchezza" le discese aiuta poi in gara. Quindi salita, discesa e poi ci si riposa/rilassa sul piano. Lo insegnano fin da ragazzini, quindi ... Per il "doppio" da usare alla fine, penso sia come quando si va in bici, che al termine della salita si indurisce il rapporto per far scendere i battiti (che sono quelli che si alzano in salita). In bici funziona ...

Olda75

albyerto
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 12:21

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albyerto, sei mitico! Ho letto con molto interesse i tuoi post e mi piace molto l'atteggiamento non passivo ma da sperimentatore... chissa' che non inventi un nuovo passo, quando ho cominciato a sciare il pattinato serviva solo "come emergenza nel caso non ci siano i binari", poi si e' scoperto quanto fosse redditizio.
Sono d'accordo con tutti i tuoi consigli (anche se non riesco quasi mai a metterli in pratica, specie nelle gare lunghe), in particolare su quello di avere una certa riserva alla fine della salita. Infatti mi e' stato consigliato (da fonte autorevole) un allenamento a ritmi alterni in cui alla fine della salita devo darci di doppio fino alla discesa, credo proprio per inculcarmi l'atteggiamento che dici tu... ieri ho provato ma ce l'ho fatta solo una volta...


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Si, io cerco di metterle in pratica nelle 10 Km fisi e le garette della domenica.
Guarda, io cerco di esser un attento osservatore, e non sai quanto mi è servito buttarmi nella mischia di qualche garetta Fisi. Li il livello è altissimo. Si è spalla a spalla con gente straforte che soprattutto nelle partenze crono e con giri corti capita che ti passino. Si capiscono tante cosine. Ad aver tempo (e l'eta, santodio, a trent'anni hai già visto qualcuno imparar bene a nuotare o giocare a tennis?) ce ne sarebbero centinaia da imparare..
Dai max, non perdiamoci d'animo, non è mai troppo tardi..

albyerto
Messaggi: 630
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 12:27

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Un mio amico mi ha anche consigliato, per migliorare in discesa, di non fermarsi mai alla fine della salita in allenamneto. E' vero si arriva stanchi, ma proprio l'abitudine ad affrontare "in stanchezza" le discese aiuta poi in gara. Quindi salita, discesa e poi ci si riposa/rilassa sul piano. Lo insegnano fin da ragazzini, quindi ... Per il "doppio" da usare alla fine, penso sia come quando si va in bici, che al termine della salita si indurisce il rapporto per far scendere i battiti (che sono quelli che si alzano in salita). In bici funziona ...

Olda75
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assolutamente d'accordo.
Con l'unica eccezione che se si vogliono far esercizi mirati per la tecnica di discesa conviene esser freschi. Perlomeno lucidi. apprendere meccanismi nuovi quando non riesci a connettere da che parte sei orientato a causa della fatica non è facile.
A volte fermarsi in cima, figurarsi la discesa e far mente locale su cosa fare, focalizzando alcuni aspetti può essere utile. Si possono imparare cose che magari buttandosi di sotto stravolti non si fisserebbero nella mente.

skiatore
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Messaggioda skiatore » 10 feb 2012, 12:45

Bravo albyerto hai detto quasi tutto giusto ma fai attenzione che non sempre il binario deve per forza esser più veloce. Nella maggior parte dei casi è così ma capita anche che in alcune condizioni di pista, magari non ottimali, il binario sia più lento che non star fuori. quindi secondo me sarebbe ooportuno in allenamento imaprare a valutare sempre le condizioni della neve per capirle poi al volo quando si è in gara e imparare anche a fare le discese fuori dai binari a sci paralleli (cosa non impossibile). E già che ci sei consiglio anche di provare sempre un po di alternato fuori dai binari in allenamento, viene sempre utile nei momenti di sosrpasso e in casi di partenze in massa e magari anche con piste non proprio tirate alla perfezione. Saluti

pedroterzo
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Iscritto il: 14 nov 2007, 15:27

Messaggioda pedroterzo » 10 feb 2012, 16:02

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Il mio era un discorso generale, per conoscere cosa è male e cosa invece è bene..


<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

"Schiacciare il nemico, inseguirlo mentre fugge, ascoltare il lamento delle femmine... Questo è "bene"!!!". (Conan il Barbaro).

Scusami ma non ce l'ho fatta...


<b>PEDROTERZO</b>
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permettendosi il lusso della tenerezza, del candore, dello sperpero e della siesta.." (Is. Allende)</i>

albyerto
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 16:29

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Il mio era un discorso generale, per conoscere cosa è male e cosa invece è bene..


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"Schiacciare il nemico, inseguirlo mentre fugge, ascoltare il lamento delle femmine... Questo è "bene"!!!". (Conan il Barbaro).

Scusami ma non ce l'ho fatta...


<b>PEDROTERZO</b>
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permettendosi il lusso della tenerezza, del candore, dello sperpero e della siesta.." (Is. Allende)</i>
<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

Hai perfettamente colto il senso, Pedro. ;-)
É solo questione su quale scala di valori si fa riferimento..
Ciao!!

albyerto
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 16:33

<BLOCKQUOTE id=quote><font size=1 face="Verdana, Arial, Helvetica" id=quote>quote:<hr height=1 noshade id=quote>
Bravo albyerto hai detto quasi tutto giusto ma fai attenzione che non sempre il binario deve per forza esser più veloce. Nella maggior parte dei casi è così ma capita anche che in alcune condizioni di pista, magari non ottimali, il binario sia più lento che non star fuori. quindi secondo me sarebbe ooportuno in allenamento imaprare a valutare sempre le condizioni della neve per capirle poi al volo quando si è in gara e imparare anche a fare le discese fuori dai binari a sci paralleli (cosa non impossibile). E già che ci sei consiglio anche di provare sempre un po di alternato fuori dai binari in allenamento, viene sempre utile nei momenti di sosrpasso e in casi di partenze in massa e magari anche con piste non proprio tirate alla perfezione. Saluti


<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

Molto interessante. Ad esempio quando i binari si riempiono di neve ventata, per citare un caso.
Quando la velocità è sostenuta ho sempre l'impressione che chi sta nei binari va di più, molto probabilmene perchè fuori il parallelismo degli sci non è facile da tenere e in qualche maniera si frena.
Grazie mille!!

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rikibomber
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Messaggioda rikibomber » 10 feb 2012, 17:07

Interessantissime le tue considerazioni,sicuramente per me che sono solo un grande appassionato e niente più.

Non trovi che riguardo gli scollinamenti bisognerebbe misurare il tempo dall'inizio della salita alla fine della discesa ?

Se i due sciatori presi ad esempio sono dello stesso valore quello che arriva al gancio in cima ha però sicuramente staccato l'altro !

Tu cosa pensi ?

migly
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Messaggioda migly » 10 feb 2012, 17:30

<BLOCKQUOTE id=quote><font size=1 face="Verdana, Arial, Helvetica" id=quote>quote:<hr height=1 noshade id=quote>
Interessantissime le tue considerazioni,sicuramente per me che sono solo un grande appassionato e niente più.

Non trovi che riguardo gli scollinamenti bisognerebbe misurare il tempo dall'inizio della salita alla fine della discesa ?

Se i due sciatori presi ad esempio sono dello stesso valore quello che arriva al gancio in cima ha però sicuramente staccato l'altro !

Tu cosa pensi ?





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A "sensazione" e ad esperienza personale, la differenza che riesci a fare sullo scollinamento ed immediatamente dopo è molto maggiore di quella che riusciresti a fare tirandoti il collo in salita. Provato sia sugli sci (ValCasies ad esempio, dove quasi sempre ne salto almeno una ventina scoppiati in cima alla salita) sia in bici (in particolare sugli strappi brevi, naturale che su una salita di 15 km al 10% il discorso non vale...).
Più o meno condivisibile tutto il resto, con qualche riserva sull'uso del binario (se pattini bene fuori binario riesci a darti qualche piccola spinta anche a velocità elevate).

Interessante comunque tutta la discussione.

Mat.

www.migly.it

cactaceo
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Messaggioda cactaceo » 10 feb 2012, 17:54

Anche questa volta sono d'accordo con Te, specialmente la riserva nello scollinamento. Infatti essendo pesantino, la tattica di spingere forte nella parte di salita meno dura e in fase di scollinamento la uso tanto tempo, prima in Bici e poi nello Sci di Fondo. X esempio alla SNC ho cercato di tenete Max nella salitella e poi nell'ultima parte in falsopiano l'ho infilato. Tutto sta ad arrivare allo scollinamento con le forze giuste. Ripeto Io faccio così xchè sul ripido sono penalizzato dal peso, cmq penso che in quei tratti siano tutti un po rilassati quindi c'è possibilità di guadagnare parecchio. X quello che riguarda la discesa devo dire che il mio passato da discesista mi aiuta specialmente nella posizione di maggior velocità, posizione a uvo ma con le ginocchia piegate e magari con il baricentro al limite dell'arretratezza. Si vedono alcuni a posiziene, scusate l'espressione, 'a pecorina' che non penso porti vantaggi.

loris
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Messaggioda loris » 10 feb 2012, 18:20

Discorso interessante e soprattutto doviziosamente descritto. Trovo però che alla fin fine sia sempre questione di tecnica e di fiato prima che di strategia di gara. Quando ad esempio dite che avete passato dei concorrenti perchè questi erano scoppiati in cima alla salita, mentre voi avete conservato le forze e avete così potuto spingere anche in discesa, alla mie orecchie suona più o meno così: "siamo arrivati insieme, o quasi, allo scollinamento nonostante loro stessero sputando l'anima e io mi fossi invece risparmiato per forzare in discesa". Questo significa semplicemente che eravate più allenati di loro, e li avreste superati comunque, alla curva o alla salita successive. Lo stesso vale per la reattività sugli sci, di cui Albyerto molto opportunamente sottolinea l'importanza, che si può avere (o conservare) solo con fiato e gambe allenate che non si irrigidiscano riempiendosi di acido lattico, ecc.. Non a caso Albyerto cita Ovidio a proposito del bene che si conosce ma non si persegue: quando in cima alla salita sei cotto o quando abbandoni un bel doppio in pattinaggio, lo fai non per un'errata strategia ma proprio perchè "te se sciupà". O vale solo per me?<img src=faccine/2.gif border=0 align=middle><img src=faccine/2.gif border=0 align=middle><img src=faccine/3.gif border=0 align=middle>

albyerto
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Messaggioda albyerto » 10 feb 2012, 18:39

Quella di loris è la summa che sta alla base di tutto il discorso. Centro.
Però sapere dove si perde e dove si guadagna è fondamentale per conoscere in che direzione muoversi.
Probabilmente tutte le cose che son state dette un ragazzino allenato, vincente, con talento le fa tutte alla perfezione senza bisogno che gli vengano dette od insegnate. Perchè d'istinto sa già cosa è giusto e cosa è sbagliato e cosa va fatto. E' solo chi insegue che si interroga sul come fare a seguirlo.
Alcuni fondamentali di discesa però, come si 'rimonta' bene una curva senza andare di traverso, come si pattina in posizione, vanno imparati ed affinati.

@cactaceo Giusto, però la posizione a uovo da discesista costa molto, accumuli acido lattico nei quadricipiti. Con i gomiti poggiati sulle ginocchia, si è si nella posizione che hai coloritamente descritto, ma almeno si rifiata.

rosqua
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Messaggioda rosqua » 13 feb 2012, 13:25

questo è un corso avanzato, mi iscrivo non appena superati gli esami del corso base (scioline I, scioline II, teoria e tecnica del passo alternato) con i rispettivi docenti...

a parte gli scherzi è molto istruttivo!

snevolo
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Messaggioda snevolo » 13 feb 2012, 13:47

Per andar forte in discesa, aggiungo tra i vostri validissimi pensieri, che gli sci devono esser adeguatamente paraffinati in base alla temperatura.

patrick89
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Iscritto il: 19 ott 2012, 13:12

Messaggioda patrick89 » 25 ott 2012, 17:29

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<BLOCKQUOTE id=quote><font size=1 face="Verdana, Arial, Helvetica" id=quote>quote:<hr height=1 noshade id=quote>
Bravo albyerto hai detto quasi tutto giusto ma fai attenzione che non sempre il binario deve per forza esser più veloce. Nella maggior parte dei casi è così ma capita anche che in alcune condizioni di pista, magari non ottimali, il binario sia più lento che non star fuori. quindi secondo me sarebbe ooportuno in allenamento imaprare a valutare sempre le condizioni della neve per capirle poi al volo quando si è in gara e imparare anche a fare le discese fuori dai binari a sci paralleli (cosa non impossibile). E già che ci sei consiglio anche di provare sempre un po di alternato fuori dai binari in allenamento, viene sempre utile nei momenti di sosrpasso e in casi di partenze in massa e magari anche con piste non proprio tirate alla perfezione. Saluti


<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

Molto interessante. Ad esempio quando i binari si riempiono di neve ventata, per citare un caso.
Quando la velocità è sostenuta ho sempre l'impressione che chi sta nei binari va di più, molto probabilmene perchè fuori il parallelismo degli sci non è facile da tenere e in qualche maniera si frena.
Grazie mille!!


<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>
Non solo, anche con neve pesantemente trasformata o artificiale, pur a pista perfetta può essere redditizio stare fuori, a volte anche in pianura.
Serve però coordinazione perchè non c'è l'appoggio del binario oltre ad una buona sensibilità di piede se come spesso capita si finisce con lo spigolare in qualche canaletta che lascia il gatto.

albyerto
Messaggi: 630
Iscritto il: 26 gen 2009, 18:54

Messaggioda albyerto » 25 ott 2012, 18:05

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Bravo albyerto hai detto quasi tutto giusto ma fai attenzione che non sempre il binario deve per forza esser più veloce. Nella maggior parte dei casi è così ma capita anche che in alcune condizioni di pista, magari non ottimali, il binario sia più lento che non star fuori. quindi secondo me sarebbe ooportuno in allenamento imaprare a valutare sempre le condizioni della neve per capirle poi al volo quando si è in gara e imparare anche a fare le discese fuori dai binari a sci paralleli (cosa non impossibile). E già che ci sei consiglio anche di provare sempre un po di alternato fuori dai binari in allenamento, viene sempre utile nei momenti di sosrpasso e in casi di partenze in massa e magari anche con piste non proprio tirate alla perfezione. Saluti


<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

Molto interessante. Ad esempio quando i binari si riempiono di neve ventata, per citare un caso.
Quando la velocità è sostenuta ho sempre l'impressione che chi sta nei binari va di più, molto probabilmene perchè fuori il parallelismo degli sci non è facile da tenere e in qualche maniera si frena.
Grazie mille!!


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Non solo, anche con neve pesantemente trasformata o artificiale, pur a pista perfetta può essere redditizio stare fuori, a volte anche in pianura.
Serve però coordinazione perchè non c'è l'appoggio del binario oltre ad una buona sensibilità di piede se come spesso capita si finisce con lo spigolare in qualche canaletta che lascia il gatto.

<hr height=1 noshade id=quote></BLOCKQUOTE id=quote></font id=quote><font face="Verdana, Arial, Helvetica" size=2 id=quote>

Ottimo.
Il tutto comunque condizionato, come hai detto, dalla capacità di spingere tenendo gli sci piatti e perfettamente paralleli.
Infatti anche in gare di CDM si vede (non solo per sorpassi) uscire dai binari.
Come lo capisci quando è meglio star fuori (bella domanda del menga mi dirai :-)) )?
Esperienza, occhio, sensibilità immagino.

patrick89
Messaggi: 93
Iscritto il: 19 ott 2012, 13:12

Messaggioda patrick89 » 25 ott 2012, 19:34

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Ottimo.
Il tutto comunque condizionato, come hai detto, dalla capacità di spingere tenendo gli sci piatti e perfettamente paralleli.
Infatti anche in gare di CDM si vede (non solo per sorpassi) uscire dai binari.
Come lo capisci quando è meglio star fuori (bella domanda del menga mi dirai :-)) )?
Esperienza, occhio, sensibilità immagino.
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Un mix delle cose, ma spesso basta un pò di attenzione per capirlo. Ad esempio sei in un tratto in pianura con una curva ampia e il binario è battuto verso l'esterno o se ne sono battuti più d'uno e sei incanalato in uno di quelli larghi quando vai a tagliare la curva riducendo la percorrenza e ti accorgi che lo sci va allora nel tratto successivo vale la pena provare.
In generale ti direi che è frequente il binario lento rispetto alla battitura quando venta (chiaramente), quando è molto freddo e la neve è fine (magari recente) o quando la pista e battuta bene e la neve tiene ma comincia a scaldare (tipica situazione gara di marzo, prima che diventi pappa, appena si scalda).
Vedrai che aumentando l'esperienza sono cose che ti vengono in automatico (per esempio in una granfondo ci sono spesso tratti che conviene far fuori) e magari butta l'occhio mentre scii agli altri, spesso puoi trarne spunti interessanti.


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