Arrivo ad Helsinki: primo impatto col vento gelido.
Trasferta in pullman verso Lahti. Guardando il paesaggio la preoccupazione
aumenta sempre più: non c'è neve!
Siamo circondati da prati giallastri, piatti e aridi, qualche lastra di ghiaccio
nei punti di ombra. Sembra di essere nel deserto. Qualcuno incomincia a fare lo
spiritoso: invece delle renne vedremo i cammelli.
All'orizzonte si stagliano i trampolini del salto (con gli sci) di Lahti,
bellissimi e inquietanti, ma la neve è sempre poca.
Le preoccupazioni si trasformano in un brontolare sempre più scoperto: venir
fin qui e non trovare la neve!
Mai lamentarsi! (come si vedrà più avanti).
Giovanni (il saggio), la nostra guida, cerca comunque di rincuorarci spiegando
che nei boschi in genere la neve rimane e le piste sono sempre piuttosto buone.
Finalmente arrivati a destinazione, sistemazione in albergo e poi subito, senza
perdere un minuto, tutti di corsa a ritirare i pettorali per la marcia di
sabato.
Un attimo di "raccoglimento" ad ammirare lo Stadio di Lahti, "il
tempio dello sci nordico", come continua a ripetere Maurizio, il luogo che
ha visto le imprese di Stefania Belmondo e le altre.
La visione è emozionante: da un lato i trampolini, che visti da vicino sono
quasi minacciosi, dall'altro lo stadio, con le piste e i binari tracciati e le
discese ripide (con curva a gomito) che dalle colline sovrastanti si immettono
nello stadio.
Nella penombra della sera c'è un puntino arancione che va su verso il
trampolino, scompare, poi riappare proprio in cima.... e poi scende e spicca il
salto.
Siamo senza parole.
Poi l'atmosfera pre-gara ha di nuovo il sopravvento.
Inizia immediatamente nel gruppo il grande tormentone: quale sciolina?
Si delineano due fazioni: quelli che si fidano dei finlandesi e della loro
esperienza e quindi cercano di farsi sciolinare gli sci dagli ski-man locali.
Quelli che non si fidano e studiano il tempo e la neve per usare al meglio le
proprie scioline. (Intrugli vari).
Abbiamo comunque a disposizione ancora un giorno pieno per fare esperimenti.
Il venerdì così trascorre sciando (senza stancarsi troppo) sulle bellissime
piste finlandesi, in mezzo ai boschi, con qualche raffica gelida di vento nei
punti più esposti, il binario ben tracciato e ghiacciato, che permette rapide e
belle discese, salite non faticose, in un susseguirsi di su e giù molto
piacevoli.
Gli esiti delle scioline sono però incerti: dopo un' pò infatti facciamo tutti
fatica; gli sci non tengono più. Come sarà domani?
Giovanni, la nostra guida, ci conferma che con la neve ghiacciata e vecchia si
consuma velocemente tutta la sciolina. E ancora una volta cerca di rincuorare
tutti.
A cena, l'atmosfera si fa sempre più elettrica e piacevole. Chiacchierando
scopriamo quella che sarà poi la nostra mascotte: Giacomo di Trieste, che
inizia a raccontarci le sue avventure di capitano di navi, grandi cargo, con
trasporto di merci attraverso mezzo mondo. Ha iniziato giovanissimo, subito
tanta responsabilità, e rapporti difficili con le varie Compagnie. Ora è in
pensione, 74 anni portati splendidamente, vitale, sempre sorridente e con la
battuta pronta. Racconta che adesso passa molto tempo in barca a vela con la
moglie oppure in montagna nelle Dolomiti. Ammirazione e una punta d'invidia.
Alcuni di noi nel frattempo guardano fuori dalla finestra speranzosi,
ricordandosi che, al momento del ritiro dei pettorali, ci era stato dato un
foglio con scritte le previsioni del tempo.... ed erano infatti previste
abbondanti nevicate nella notte prima della gara. Per il momento da un amico
arriva solo una strana notizia: in Svezia hanno chiuso per tutto il giorno gli
aeroporti per la bufera di neve. Ci guardiamo dubbiosi; che tempo ci sarà
domani?