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Il percorso di 90 km è lo stesso coperto
dal nobile Gustav Vasa nel 1.520, che , raggiunto in prossimità del
confine norvegese, proprio nei pressi di Sälen, da due dei più
forti sciatori della cittadina di Mora, riuscì a sfuggire ad un agguato e
a ritornare per guidare la rivolta svedese contro gli invasori danesi;
conquistò l'indipendenza e fu nominato Re di Svezia. Ogni anno i partecipanti a questa
famosissima manifestazione crescono di numero e di livello, nelle ultime
edizioni, le iscrizioni hanno superato quota 15.000, fortunatamente una
serie di fattori favorevoli, contribuiscono a non trasformare la fase di
lancio in un enorme "disastro", tra questi la spaziosa
località adibita alla partenza, la suddivisione dei gruppi, la tecnica di
svolgimento e l'ottima organizzazione. I concorrenti si schierano già
dalle prime luci dell'alba nei "cancelli" predestinati
ipotecandosi gli spazi "vitali" della partenza con la
disposizione degli sci a mo di cavalletto, infilati con le punte nei
laccioli dei bastoncini piantati nella neve, migliaia di scioline fanno
capolino tra le innumerevoli cassette attrezzate e, anche se la maggior
parte dei concorrenti arriva in posto con gli sci già preparati dai
numerosi laboratori dei negozi specializzati della zona, le prove di tenuta e
scorrevolezza prendono il sopravvento e il primo chilometro di binari
viene preso d'assalto (attenzione a non farsi trarre in inganno dalle
tracce "lucidate"). Chi rimane schierato nei settori, ha un
altro simpatico modo per tenere i muscoli caldi, diverse
"altane" (costruzioni sopraelevate da dove i militari
adibiti alla guardia osservano la zona circostante) ospitano gruppetti di
ragazzi e ragazze che al ritmo della musica coinvolgono i concorrenti in
simpatici balli (probabilmente da qui si è presa l'ispirazione per i
"cubi" da discoteca!!).
La piana del lancio presenta una lunghezza di circa 1.400 m, al termine
di questo rettilineo la pista svolta a destra attraversa la strada
principale iniziando l'unica salita importante di tutta la competizione
che presenta una lunghezza di circa 4 km. In questo tratto gli sci hanno
un'importanza fondamentale, infatti, se durante tutto il resto della gara è
preferibile la scorrevolezza alla tenuta, qui perdere passi significa
essere riassorbiti senza pietà dal resto del gruppone ritrovandosi
arretrati di diverse centinaia di posizioni.
Giunti
al culmine di questa prima asperità la pista spiana, i successivi 15
km sono totalmente pianeggianti e l'azione più redditizia è quella del
passo spinta, successivamente il percorso scende leggermente perdendo
200 m di quota in 10 km, qui è la qualità della neve che fa la
differenza, se è veloce ci si può riposare recuperando preziose energie,
se è abrasiva o cadente il dispendio è lo stesso che si ha nei tratti
pianeggianti. Tutto il resto del tracciato propende alla perdita (anche se
lievissima) di quota, solo tra il 31° e il 33° km è presente un'ascesa
che può essere molto utile in quanto "tramuta" il passo spinta
che sicuramente inizia ad annoiare...in passo alternato, impegnando e
impedendo la "fossilizzazione" di fasce muscolari fin qui poco
usate.
Il fascino e la bellezza del percorso sono indescrivibili, i luoghi sono
da favola e non bisogna stupirsi se immersi nel bosco si sentono delle dolci musiche che trasformano la fatica in una magica
ebbrezza, non è infatti difficile incontrare gruppetti di 3/4 ragazzini
in costume tipico che, armati di strumenti a corde, diffondono nell'aria
coinvolgenti ritornelli.
Anche il tifo è molto sentito, oltre alle centinaia di persone assiepate
nell'attraversamento dei comuni o delle località di ristoro, molte
famiglie sono dislocate lungo tutto il tracciato, distese sulle pellicce
in compagnia di improvvisati barbecue, mentre i mezzi più adottati per
seguire le diverse fasi della gara sono le motoslitte. La bevanda più
distribuita ai ristori è certamente il succo di mirtillo, anche se è
molto apprezzata una locale "limonata". Pur essendoci diversi
punti attrezzati è comunque consigliabile portarsi appresso del cibo e
degli energetici idonei, purtroppo la crisi in gare così lunghe è sempre
in agguato. Negli ultimi 25 km viene distribuito anche del caffè, mentre negli
ultimi 5 (non stupitevi) la birra, tutto seguendo la tradizione scandinava
che comunque non si discosta dalla logica: è proprio in quei prodotti che il
fisico ricerca le ultime energie.
L'arrivo a Mora è più che una festa. Nell'esultanza finale, si taglia
l'ambito traguardo oltre il quale sono disponibili tutti i vari servizi,
il deposito sci per accedere poi alle docce, la palestra per il cambio
indumenti, il ristoro, l'ufficio per il rilascio del diploma ecc.. Il
paese è molto accogliente, nella via principale sono situati numerosi
negozi sportivi e non, interessanti i ristoranti specializzati, per
l'occasione, in pastasciutte, se ne possono trovare cucinate in vari modi, cosa
veramente gradita a noi italiani, specialmente nei giorni precedenti la
gara.
La domenica ed il lunedì precedenti è possibile percorrere l'intero
percorso di gara nel corso della manifestazione Öppet Spår, la partenza
è libera, ma pur non trattandosi di una competizione vera e propria, il
completamento della stessa da diritto al timbro sul passaporto worldloppet.
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