Per
far fronte all'aumento di fondisti che si è registrato negli ultimi anni, sono
indispensabili attrezzature ed impianti adeguati e, in primo luogo,
l’approntamento delle piste possibilmente permanenti.
Per
piste permanenti si intendono quelle che sono sempre agibili e la relativa
manutenzione dovrebbe essere fatta ogni giorno o quanto meno ogni volta che
necessita.
Attualmente
quasi tutte le stazioni turistiche invernali hanno uno o più tracciati per la
pratica dello sci di fondo che vengono reclamizzati, in linea di massima, come
piste permanenti.
L’attenzione
che si dedica per la preparazione e la manutenzione di una pista agonistica,
cioè quelle sulle quali si svolgono le manifestazioni sportive, bisogna
riservarla anche a quelle turistiche in modo che siano agibili a gente meno
pratica e meno esperta come di solito lo sono gli sciatori turisti.
Le
piste agonistiche sono ben codificate dal Regolamento Internazionale dello Sci (R.I.S.)
e dal Regolamento Tecnico Federale (R.T.F.); quest’ultimo ricalca in grandi
linee le norme dettate dal Regolamento Internazionale.
Anni
addietro in Italia venivano approntate piste con salite durissime e conseguenti
discese interminabili.
Le
piste moderne invece, sono molto movimentate e basate su continui saliscendi così
da eliminare i tratti monotoni.
Le
salite difficili devono essere evitate così pure le discese pericolose in modo
che il concorrente possa esprimere tutte le sue capacità di forza, di
resistenza, di tecnica e di tattica di gara.
Il grado di difficoltà deve corrispondere all’importanza della gara.
Per
evitare uno sforzo iniziale esagerato, la prima parte del percorso dovrebbe
essere relativamente facile mentre la parte più impegnativa dovrebbe trovarsi
verso la metà o tre quarti del tracciato e, nella parte terminale del percorso,
bisognerebbe evitare discese troppo lunghe.
I
cambiamenti di direzione nelle discese ripide devono essere sistemati
all’inizio delle discese stesse anziché alla fine, le curve gelate o troppo
brusche e i passaggi troppo stretti bisogna evitarli.
La
sistemazione del terreno si effettua durante l’estate. Il tracciato di una
pista di fondo deve avere una larghezza minima di cm. 250 onde permettere il
passaggio del battipista senza trovare ostacoli di sorta.
Durante
l’inverno le piste dovrebbero essere approntate in tempo utile per permettere
agli atleti gli allenamenti.
Il
piano orizzontale, destinato a sopportare il passaggio degli sciatori, è
soggetto a maggior usura in particolar modo ai bordi dei binari ove appoggiano i
bastoncini.
Per
questo motivo la battitura deve essere eseguita sovente in modo che la neve sia
compatta e la tracciatura dei binari dovrebbe essere ricavata preferibilmente
mediante la compressione della neve anziché per scalfittura.
Una
pista anche se è ben preparata, è soggetta a deteriorarsi sia a causa
dell’uso che dagli agenti meteorologici, perciò necessita di manutenzione.
Dopo
ogni allenamento ufficiale o gara, la pista deve essere rifatta a nuovo.
Nei
tratti di salita ripida e nelle conseguenti discese, nelle curve strette, i
binari o tracce devono essere cancellati per permettere agli atleti di salire a
spina di pesce, di effettuare il
frenaggio a spazzaneve e curvare a seconda delle singole capacità, altrimenti,
tracce o binari potrebbero provocare cadute con conseguenti intralci.
Se
i binari sono due, la distanza tra uno e l’altro va da un minimo di cm. 100 ad
un massimo di cm. 120 dal centro dei rispettivi binari. La profondità minima
dei binari prevista dal regolamento è di cm. 2 e la distanza interna fra i
binari va dai 15 ai 18 cm. I tracciatori attualmente usati sono svasati evitando
così che attacchi e scarpe scalfiscano o tocchino i bordi laterali dei binari.
Le distanze classiche delle piste di fondo per le categorie maschili sono di Km. 3 mentre per le categorie femminili sono di Km. 2-3-5- 10-20. Ad ogni distanza corrisponde il dislivello complessivo (somma dei dislivelli di tutte le salite); il dislivello generale (differenza di dislivello tra il punto più alto ed il punto più basso del percorso) ed il dislivello della salita massima. Per avere una interruzione in una salita bisogna che ci siano almeno 200 metri di piano o di discesa.
Anche
la segnaletica riguardante le bandierine, striscioni colorati e frecce
direzionali da sistemare lungo i percorsi, è stata codificata dai vari
regolamenti e per ogni tipo di percorso corrisponde un colore diverso (es. Km.
10 colore verde Km. 15 colore rosso Km. 30 colore giallo, ecc.).
Le palme chilometriche devono essere sistemate ai lati dei vari tracciati e
dovrebbero essere di colorazione corrispondente a quanto stabilito dalla
normativa che regola la segnaletica e per facilitare la loro lettura dovrebbero
corrispondere ai chilometri percorsi (es. dopo il 1 Km. verrà sistemata la
palma con la scritta Km. 1, e così via).
Nelle
gare individuali di fondo nei primi 200 metri e negli utlimi 200 metri le tracce
o binari devono essere obbligatoriamente doppie.
Nelle
gare di staffetta la zona di partenza, dei cambi e di arrivo, deve essere ampia
ed agibile affinchè tutte le operazioni previste possano avere uno svolgimento
regolare. La zona di partenza deve essere preparata in modo tale che ogni
concorrente per almeno 100 metri dalla linea di partenza deve disporre di una
pista individuale espressamente segnata e battuta. La distanza tra una pista
individuale e l’altra deve essere all’incirca di m 2.
Dai
100 ai 200 metri le piste individuali devono convergere su tre tracce che poi di
seguito, di norma, proseguono su due.
Il
secondo tratto dai 100 ai 200 metri dalla partenza attualmente viene lisciato
per facilitare gli atleti ad inserirsi nei successivi binari evitando intralci
che possono essere causati dalla convergenza dei binari.
Le
piste turistiche si differenziano da quelle agonistiche perché non sono
vincolate al rispetto di certe caratteristiche (dislivelli, salita massima etc.)
ma dovrebbero contenere delle salite di moderata pendenza e facili discese in
modo che il turista possa divertirsi anziché avere il timore o la paura
di cadere. Le piste turistiche di solito sono molto frequentate in quanto i
turisti sono di gran lunga più numerosi degli atleti.
Una
stazione dovrebbe approntare anelli di varie lunghezze (es. Km. 3-5-10 etc.) e nella zona di partenza dovrebbe essere sistemato un tabellone
sul quale siano riportati i vari anelli con colorazione diversa indicanti le
caratteristiche e le difficoltà di ogni singolo anello.
In
questo modo ogni sciatore, consapevole delle proprie capacità, può scegliere
il tracciato che più gli si addice.
Si
ripete che le piste turistiche devono essere facili senza asperità e discese
pericolose in quanto il turista che le frequenta lo fa per divertimento e, nello
stesso tempo può anche allenarsi.
Per
la preparazione dei tracciati, quanto detto per le piste agonistiche vale anche
per quelle turistiche anzi, dato che la massa di praticanti è notevole, specie
in certi periodi o giornate, rifare integralmente la pista tutti i giorni o
quasi è un dovere. In tal modo l’impianto è sempre ottimale e funzionale.
Una
pista turistica la si può anche rilevare da una pista agonistica effettuando
opportuni tagli in modo da escludere i tratti più impegnativi e difficili.
Nelle
piste turistiche ove vengono sistemate le varie deviazioni ed in particolar modo
nel caso che dette piste abbiano tratti comuni con delle piste agonistiche,
bisogna avere l’accortezza che le deviazioni ed i corrispondenti inserimenti
avvengano possibilmente in zone pianeggianti comunque da effettuarsi a velocità
moderata e con molta visibilità onde evitare eventuali investimenti o scontri.
La F.I.S. per quanto riguarda le piste di massa ha regolamentato soltanto le norme essenziali che riguardano la sicurezza degli sciatori e precisamente: rispettare il senso di marcia, adoperare sci da fondo con i relativi attacchi, dare la precedenza lungo il percorso ed in particolar modo agli incroci.
Come in tutte le cose anche in questi casi il buon senso, che è e rimane sempre una tacita norma sovrana, dovrebbe emergere. (Come comportarsi su una pista di fondo)