L'evoluzione della tecnicaLa tecnica dello sci di fondo ha sempre avuto come base
alcuni gesti assolutamente naturali, infatti i primi sciatori non usavano il passo alternato e non scivolavano sulla neve
come quelli di oggi, ma dovevano compiere un movimento simile a quello della
camminata o di chi va
in monopattino. Varianti a questo passo possono venire considerate altre due andature oggi poco usate, il Passo Triplo e il Passo Finlandese, nate dall’esigenza di non perdere la coordinazione in tratti in cui la pista presentava difficoltà nell’appoggio dei bastoncini, dovute a carenza nella battitura e nella tracciatura dei percorsi non essendoci, in quegli anni, i mezzi battipista di oggi.
In questi ultimi anni il fondo è cambiato moltissimo e la rivoluzione che lo ha investito ha riguardato la preparazione fisica ma soprattutto l’aspetto tecnico, tanto che oggi accanto alla tecnica tradizionale, che vanta secoli di storia, abbiamo un’altra specialità: la cosiddetta tecnica libera o del pattinaggio. Vediamo di ricostruire la storia di questi ultimi decenni. Lo sci di fondo è cambiato molto poco fino al 1974, anno dei campionati del mondo di Falun in Svezia. In questa occasione c’è stato l’avvento dei primi sci costruiti con materiale sintetico al posto del legno, che permettevano una velocità maggiore. Due anni dopo a Seefeld, durante le olimpiadi del 1976, l’Adidas presentò la scarpa con l’attacco che superava di poco la larghezza dello sci. La conseguenza fu minor attrito e più velocità, maggior importanza pertanto nell’uso delle braccia. Contemporaneamente miglioravano i mezzi battipista che diventavano sempre più perfezionati. Piste battute più larghe e levigate, sci più veloci, atleti più preparati fisicamente hanno fatto sì che la velocità di gara aumentasse in maniera consistente, tanto da rendere poco efficaci i passi tradizionali nelle parti pianeggianti dei percorsi.
Solo dopo il 1980 però quasi tutti gli atleti iniziarono ad usare sistematicamente questa andatura. Naturalmente Bill Kock riuscì ad ottenere una medaglia di bronzo a Oslo nel 1982 ed a vincere addirittura la Coppa del mondo nel 1983. Quando però tutti ebbero il tempo di adeguarsi al nuovo modo di sciare, Kock perse il vantaggio che aveva ed ebbe difficoltà ad arrivare tra i primi venti nelle gare importanti. Essendo, nel campo delle prove nordiche, le regole ben in mano agli scandinavi, ci fu subito un movimento tendente ad abolire o perlomeno a limitare l’uso di questa nuova andatura. Si arrivò così alla proibizione del pattinaggio negli ultimi 200 metri delle gare ed alle prime squalifiche. Famosa quella di Aunli (norvegese) che pattinò gli ultimi 200 m. nella 15 Km delle Olimpiadi di Sarajevo. Fin qui comunque il ruolo del nuovo modo di sciare era ancora marginale e gli atleti adoperavano sci sciolinati normalmente. Fu nella primavera del 1984 dopo le Olimpiadi di Sarajevo durante alcune gare della Polar Cup effettuate in Scandinavia che alcuni atleti (Wassberg - Aunli - Swan - Braa) dominarono letteralmente le gare a cui presero parte usando sci preparati solo con paraffina di scorrimento ed adottando su tutto il percorso il passo di pattinaggio eseguito in diversi modi a seconda della pendenza dei tratti di pista. Nell’ambito di questo circuito di gare De Zolt partì per la prima volta senza sciolina di tenuta e gareggiò esclusivamente con i passi della nuova tecnica. Si trattava di una gara effettuata a Kemi nel nord della Finlandia alla fine di marzo del 1984 e della lunghezza di 10 Km. Il percorso era pianeggiante e gli unici passi adoperati furono la spinta di braccia ed il pattinaggio con una sola gamba (Marathon step). Per la cronaca vinse il norvegese Aunli davanti a Maurilio.
Infatti è consigliabile indirizzare uno sciatore, che voglia dedicarsi allo skating, anche verso una preparazione che comprenda l’acquisizione di una certa dimestichezza con i passi tradizionali: questo tipo di allenamento permette un più armonico sviluppo della masse muscolari interessate nella pratica dei passi di pattinaggio. |
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Cattaneo
Fabrizio & Bonazzi Giovanni |