I grandi del fondo mondiale

 

Herman "Jackrabbit"
Smith Johannsen
Norvegia 1875

Se John Caldwell è il padre dello sci di fondo statunitense, Jackrabbit è il nonno dello sci di fondo canadese. Nato in Norvegia nel 1875, giunse in Canada nel 1902 per lavorare alle ferrovie. Jackrabbit, che sciava ancora all’età di centosette anni, è una dimostrazione dell’adagio secondo il quale i vecchi sciatori non muoiono mai, ma si limitano a rallentare il passo.

John Caldwell
Putney (Vermont) U.S.A.

Al padre dello sci di fondo americano, un brillante insegnante di matematica di Putney (Vermont), si attribuisce il merito di avere allenato e portato al successo più sciatori di chiunque altro e di non avere mai perso di vista l’aspetto divertente di questo sport che gioca un ruolo importante sia nelle gare sia nei pesanti allenamenti. Caldwell ha fatto parte della squadra olimpica nel 1952, ha allenato la nazionale statunitense dal 1966 al 1972 e ha scritto i primi libri sul fondo pubblicati negli Stati Uniti.

Sixten Jernberg
Svezia

Il più grande fondista di tutti i tempi, taglialegna ed eroe nazionale svedese, era solito allenarsi indossando le scarpe da lavoro e attraversare a nuoto i laghi invece di corrervi intorno. Il suo periodo d’oro fu tra il 1954 e il 1964 quando vinse quattro medaglie d’oro, tre d’argento e due di bronzo alle Olimpiadi.

Siitonen

 

Bill Koch
Brattleboro (Vermont) U.S.A.

Bill Koch. Iniziò a sciare all’età di tre anni. Quando era bambino, a Brattleboro (Vermont), ogni giorno andava e tornava da scuola con gli sci. Koch, atleta calmo e determinato, ha reso popolare una tecnica particolare, detta marathon step, per le gare su lunghe distanze in pianura. A livello agonistico l'americano Koch, durante i campionati mondiali di Oslo del 1982, è stato il primo atleta a correre una intera gara, la 30 chilometri, adottando il passo di pattinaggio e vincendo la medaglia di bronzo. Lo stesso Koch nel 1983 vinse la finale di Coppa del Mondo utilizzando ancora la tecnica libera; era l'inizio di una vera e propria rivoluzione nel mondo dello sci di fondo. Quando però tutti ebbero il tempo di adeguarsi al nuovo modo di sciare, Koch perse il vantaggio che aveva ed ebbe difficoltà ad arrivare tra i primi venti nelle gare importanti.